Quante volte si sente dire che non bisogna mai scattare ritratti in controluce? Niente di più sbagliato: se il soggetto ha il viso rivolto in pieno sole difficilmente potrà avere un'espressione rilassata, inoltre se la luce arriva alle sue spalle i capelli, soprattutto se chiari, potranno beneficiare di una piacevole illuminazione in trasparenza. Il problema, però, è compensare le alte luci con le ombre. Bisogna quindi ricorrere a strumenti che ci permettano di gestire la luce solare a nostro piacere, oppure di creare nuove sorgenti luminose. In passato ho usato molte volte i flash in modalità off-camera, ma in pieno giorno i limiti sono molti: la loro potenza spesso non è sufficiente a compensare quella solare, inoltre un ridotto tempo di sincro (compreso tra 1/180 e 1/320) non permette di scattare con il diaframma a tutta apertura. Sono quindi passato all'uso del pannello riflettente, economico e facile da usare. Per questa foto il setup prevedeva la solita Canon 550d con il 50mm 1.8 (l'ho preferito al 70-200 f4 L perchè da un bokeh più piacevole e stacca meno lo sfondo), la modella in controluce e un pannello bianco da 110cm tenuto da un assistente alla mia sinistra all'altezza del torace, in modo che la luce riflessa rischiarasse dal basso verso l'alto il viso in ombra. Inoltre il pannello è stato utile anche per avere il riflesso bianco all'interno degli occhi: sembra un dettaglio da poco, ma dev'essere sempre presente, altrimenti la nostra modella avrà degli occhi "spenti".
Quando si scatta con una modella che non si conosceva prima, scordatevi di ottenere subito ciò che volevate: in genere, la prima mezz'ora serve solo per guadagnare un po' di confidenza e conoscersi meglio, capire quali sono pregi e difetti e trovare quindi il modo di evidenziare i primi e nascondere i secondi, ad esempio se il sorriso appare troppo artificioso chiedendole di fare altre espressioni.
La composizione dell'immagine dev'essere fatta, generalmente, seguendo la regola dei terzi ed evitando quindi un soggetto troppo centrale, che risulterebbe eccessivamente statico.
La foto ottenuta era caratterizzata dal poco contrasto, purtroppo il 50mm 1.8 non è proprio un'ottica di altissima qualità e inoltre il controluce spesso "ammazza" i colori. No problem, scattando in raw si riesce a recuperare molto.
In postproduzione , eseguita con Lightroom, ho poi deciso per una conversione in b/n, che dev'essere eseguita manualmente, regolando quindi la luminosità di ogni canale, e non impostando a 0 la saturazione dei colori. Ciò permette di avere un maggiore controllo sulla resa delle varie tonalità di grigio. Agendo sulle curve ho poi migliorato il contrasto, dando maggior rilievo ai toni medi e chiari. Ho poi recuperato parzialmente le alte luci, per non avere i capelli troppo "bruciati". Ho quindi convertito il file raw in tiff e l'ho aperto su Photoshop CS6, per alcuni lavori "di precisione": ho migliorato la luminosità e il contrasto a livello locale sul viso e successivamente solo sugli occhi. Quest'ultimo passaggio dev'essere eseguito con molta moderazione, ci vuole poco ad eccedere e avere una modella con degli occhi da alieno!
Ultimo passaggio, l'aggiunta di una lieve vignettatura e un po' di grana, per ricreare al computer i "difetti" spesso presenti nelle fotografie analogiche e creare un'atmosfera un po' vintage ;)
Ecco il risultato:
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