martedì 29 gennaio 2013

Il Rituale.

Alzarsi quando il sole è ancora nascosto sotto l'orizzonte e le stelle regnano sulle montagne. La sveglia che squilla, il corpo avvolto dalle lenzuola. Muoversi verso il bagno senza accendere la luce per non svegliare gli altri e cercando di non spappolarsi il mignolino contro lo stipite della porta. Infilarsi calze, maglia termica, softshell e mettersi le lenti a contatto, che io sono mezzo cieco e con gli occhiali da vista sembro Harry Potter. Sempre cercando di non fare rumore, muoversi come i ninja dei film di Ang Lee verso la cucina. Cercare di mandare giù più calorie possibili senza dover rischiare di vomitare alla prima salita; contemporaneamente, prepararsi qualcosa da portarsi dietro e riempire la sacca idrica  di un intruglio gatorade misto ad acqua senza annaffiare il pavimento. Tornare nel corridoio, prendere lo zaino, gli sci e gli scarponi e aprire la porta. Scendere di sotto e, una volta in strada, respirare a pieni polmoni la prima boccata di aria fredda e silenziosa del mattino. Sorridere, sapendo che sarà una bella giornata.

Il rituale. L'ho già ripetuto innumerevoli volte, ma penso che potrei farlo in eterno.



 In marcia verso il Col de la Montagnolle 2741, Glacier du Monetier - Febbraio 2012

2 commenti:

  1. Bravo, bel post, si vede che conosci il rituale. Io, parlando per me, avrei anche messo 5 minuti a letto dopo il suono della sveglia a pensare "ma chi me lo fa fare", pensiero che svanisce poco dopo, una volta che il motore (quello che ho dentro) ha smesso di sputacchiare e s'è messo a girare a regime.

    Belle foto.

    Luca

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    1. grazie per la visita, e per il commento. Probabilmente la montagna, e tante altre cose, sono cose che si capiscono solo facendole, e chi ci guarda da fuori ci reputerà sempre dei matti...

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